Fury (2014)

Buonasera miei cari! 🙂 Ultimamente non ho aggiornato il blog e mi scuso con tutti coloro che puntualmente venivano a leggere l’ultimo articolo pubblicato. Vediamo se però riesco a farmi perdonare con un film molto pubblicizzato e che penso non abbia incuriosito solo me 😉 L’ultimo war movie americano ce lo propone il regista David Ayer (“La notte non aspetta”, “I giorni dell’odio”) affiancato da Brad Pitt come produttore esecutivo, oltre che protagonista. Quella che ci propongono è un film che a parer mio sa conquistare il pubblico; il cast si fa interessante con l’interpretazione di Shia LaBeouf (“Transformers”, “Nymphomaniac”), Michael Peña (“Fuori in 60 secondi”), Jon Bernthal (“The wolf of Wall Street”) e il giovane Logan Lerman (“Noi siamo infinito”).

TRAMA

La storia è ambientata nella Germania del 1945, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando al sergente dell’esercito americano “Wardaddy” Collier, al comando del carro armato soprannominato “Fury” e di un gruppo di cinque uomini, viene assegnata una pericolosa missione dietro le linee nemiche. A rendere gli scontri contro i tedeschi più difficoltosi sono l’inesperto giovanotto, le scarse munizioni e la perseveranza degli avversari…

Brad Pitt and Shia LaBeouf star in the action war film "Fury" Ref: SPL855452  021014   Picture by: Columbia Pictures/Splash News Splash News and Pictures Los Angeles:310-821-2666 New York:212-619-2666 London:870-934-2666 photodesk@splashnews.com

CONSIDERAZIONI PERSONALI

L’inizio del film promette davvero bene, viene dato fin da subito un tono drammatico alla pellicola con tempi di ripresa non frenetici e inquadrature ricercate che puntano a trasmettere il devasto, la brutalità e la sofferenza della guerra che si sta svolgendo. La storia è arricchita con alcune scene non strettamente necessarie alla trama, ma che ho apprezzato molto in quanto ci danno il tempo di carpire al meglio le emozioni dei protagonisti che vivono in questo inferno.

Pezzo forte di questa storia è l’agguerrito Collier interpretato magistralmente da Brad Pitt che in più di un’occasione ci rivela il suo lato umano, quasi paterno verso la recluta, in netta contrapposizione con quello violento che si manifesta solo per dovere e per comando del suo Paese. Nei primi minuti ad esempio vediamo come senza nessun pietà toglie la vita ad un tedesco a cavallo e l’attimo dopo toglie le briglie a quest’ultimo per lasciarlo libero.

fury2

Si respira la tensione, il nervosismo, lo sfinimento, la crudeltà ma anche la coesione, ciò che ha mantenuto il gruppo in vita quanto più a lungo nel territorio nemico, ed infine anche la paura. Le macerie, la desolazione, la distruzione sono onnipresenti e l’aria contaminata che ci viene mostrata è quasi respirabile per lo spettatore, come il sudiciume che ricopre ogni cosa ci venga mostrata sullo schermo. Bellissima l’epica scena dove viene mostrato il cielo tempestato di aerei pronti ai bombardamenti.

Le scene di combattimento sono esaltanti, sono spettacolari senza che diventino le classiche americanate. Non è comunque la guerra ad emozionarci, se pur suggestiva in questa pellicola, quanto invece i protagonisti che la stanno combattendo. L’affiatamento con cui si preparano a sferrare e schivare i molteplici attacchi tiene incollato lo spettatore allo schermo e la tensione riesce a raggiungere il vertice perfino quando i carri armati non sono al centro dell’attenzione. Ne è un chiaro esempio quando il tenente ed il ragazzo salgono nella casa dove trovano le due tedesche e da un momento all’altro ci si aspetta una scena forte.

Norman (Logan Lerman) and Boyd "Bible" Swan in Columbia Pictures' FURY.

“Aspetta di vederlo… Cosa può fare un uomo a un altro uomo” penso sia stata la frase che mi ha fatto riflettere di più, ma non è la sola ad essere di forte imbatto ovviamente. I dialoghi non sono banali, in alcuni momenti tendono alla follia proprio con l’intento di trasmettere il limite psicologico a cui venivano portati i militanti durante la guerra. Ad accompagnare queste riprese suggestive sono le musiche di Steven Price, già premiato con l’Oscar per i soundtrack di “Gravity”.

Finale senza colpo a sorpresa, ce lo si poteva aspettare, è un po’ nello stile patriottico americano, ma comunque ha saputo regalarmi molte più emozioni di tanti altri film degli ultimi anni. Inoltre concludo dicendo che è stato davvero curato fino all’ultimo, chiudendo con le toccanti riprese che speravo. Consigliatissimo e per tanto non mi resta che aggiungere… Buona visione! 😉

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4 risposte a “Fury (2014)

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