Il laureato (1967)

Salve a tutti amici! Oggi un film scandalo, perché ogni tanto non fa male una piccola fuga dal convenzionale e perché non farlo in grande stile penso io! 😉 Per questo motivo vi propongo la pellicola diretta da Mike Nichols (“Closer”), famosa a livello mondiale e pluri-premiata che ha stupito ed intrigato milioni di persone. Tuttora considerato un film strepitoso, “Il laureato” non rimane di successo esclusivamente per la trama, ma per alcune inquadrature osé, per le soundtracks di Simon e Garfunkel, ancora apprezzatissime anche dal pubblico più giovane e per la sportiva Alfa Duetto rosso fiammante guidata dal protagonista durante le riprese. Una versione alternativa, più moderna e soft di questa storia è proposta dal film “Vizi di famiglia” con Jennier Aniston e Kevin Kostner. Non perdiamo altro tempo ed iniziamo 😉

TRAMA

La storia si svolge in prevalenza a Pasadena negli anni ’60 e narra del neo laureato Benjamin Braddock che tormentato da un momento di smarrimento personale viene anche preso di mira da un’amica di famiglia di mezza età. La signora Robinson insiste affinché Ben non la accompagni solo a casa, ma le tenga compagnia fino al ritorno del marito. Con disinvoltura e decisione rivela le proprie maliziose intenzioni al ragazzo che da prima la rifiuta, ma poi tradito dalla noia della sue giornate e dal fascino della donna accetta, diventando così suo amante. La situazione si fa complicata quando i signori Braddock insistono affinché Ben esca con Elaine, figlia dei signori Robinson…

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Ben è interpretato dal trentenne Dustin Hoffman che sebbene a mio avviso non riesca a dimostrare 21 anni, ma sicuramente qualcuno in più, la sua interpretazione è di talento. Il suo sguardo e le sue espressione emblematiche danno l’effettiva impressione che Benjamin non solo non si senta bene con se stesso, ma non riesca nemmeno a gestire le sue relazioni con gli altri come ci fa infatti intendere la poca intimità verbale con la sua amante. Straordinaria Anne Bancroft nei panni di Mrs Robinson, a mio parere la migliore in questo film. Il modo in cui ha trasmesso la sua “doppia personalità” mi ha strabiliata! Lei seduce Benjamin anche prendendosene beffa inizialmente per poi trasformarsi in donna ai limiti del folle desiderosa di lui al punto da spaventarlo; è quasi uno shock perfino per lo spettatore! Il modo in cui sopprime la sua furia, gelosia o il suo coinvolgimento di fronte agli altri facendo però trapelare qualcosa a Ben, le è riuscito magnificamente. Davvero complimenti. Elaine è interpretata da Melina Martello, che non mi ha colpito particolarmente per la sua performance quanto per la somiglianza ad Anne Bancroft e per alcuni sguardi molto intensi che ci ha regalato.

La storia è davvero trasgressiva al massimo per il periodo in cui viene proposta e forse è proprio per questo che è rimasta così impressa, è stato scelto il momento giusto per lanciarla! Adesso non avrebbe avuto tutto questo impatto dirompente sulla società. Nonostante l’argomento, non viene mostrato nulla di scandaloso, se non pochi frame da meno di un secondo ciascuno all’inizio del film. La carica definitiva ce la regalano Simon e Garfunkel con la già famosa “The sound of silence” con la quale si apre il film e poi riproposta più volte nel durante e la nuovissima “Mrs. Robinson” che ha fatto letteralmente il boom poi nella sua (un po’ differente) versione di successo.

Robert Surtees (“Quo vadis?”, “Ben Hur”, “La stangata”) ha curato la fotografia in maniera curata e particolare, spesso provocatoria come la famosa ripresa della sensuale gamba tesa della signora Robinson mentre indossa la velata autoreggente o quando Ben imbarazzato confessa alla donna di aver capito le sue intenzioni mentre la cinepresa è posizionata proprio sotto la sua gamba aperta, puntata verso il ragazzo. Davvero originali questi angoli di ripresa e come si possono dimenticare!?

Ho apprezzato le scene della ricerca estenuante e senza sosta di Ben, che nemmeno perde le staffe o la determinazione non trovando grandi indicazioni per raggiungere il suo obiettivo, solo consumato. Mi ha fatto pensare che la parte repressa del suo essere fosse riemersa anche grazie a quel poco di serenità e di conforto che gli ha dato Elaine nella loro fulminea frequentazione. Mi è dispiaciuto che non sia stato dedicato più tempo alla loro storia, non sono riuscita ad affezionarmici, anche se ho ugualmente “festeggiato” il finale dove i loro sguardi sono qualcosa di impagabile. Un chiaro messaggio di rottura delle convenzioni imposte dalla società a discapito della sicurezza economica e del supporto delle persone care.

Che dire… un gran bello smacco a tutti! Cosa state aspettando? Correte immediatamente a procurarvi questa pietra miliare del cinema, nessun dubbio… non ve ne pentirete. Buona visione a tutti miei cari e al prossimo film 😉

PS: scusate la qualità…

Annunci

Una risposta a “Il laureato (1967)

Dicci la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...