The hours (2002)

Buon lunedì sera a tutti voi gentili lettori! E’ un piacere oggi parlarvi di questo film straordinariamente toccante, originale nella sua struttura e magnificamente interpretato dalle sue protagoniste. Un applauso vivissimo a Julianne Moore, Meryl Streep e la camuffata Nicole Kidman (a mio parere riconoscibilissima per il taglio degli occhi oltre che per le movenze) per la loro ineccepibile performance e al regista David Daldry che è riuscito a rendere al meglio il racconto di Michael Cunningham. Tocco di classe senza pari sono le colonne sonore di Philip Glass (The Truman Show), assolutamente da non lasciarsi sfuggire. Premetto che le vicende riportate di Virginia Woolf così come le parole dalle sue lettere sono vere.

TRAMA

La storia è ambientata in tre epoche differenti e narra le vicende di tre donne infelici e turbate dalla propria vita, nella quale non si rispecchiano affatto. Negli anni ’20 appena fuori Londra vive Virginia Woolf, scrittrice consumata dalla marcata depressione che la porta spesso ad avere istinti suicidi. Costantemente accudita dall’amorevole marito, in un momento di ispirazione si getta nella stesura del suo libro “La signora Dalloway”. Negli anni ’50 a Los Angeles invece vive l’apparentemente serena Laura Brown anch’essa sposata, ma con un figlio piccolo ed un secondo in arrivo. La bella Laura si prepara per festeggiare il compleanno del marito, ma il libro che sta leggendo la fa sprofondare in una spirale di pensieri. Infine ai nostri giorni a New York City vive la frenetica e malinconica Clarissa con la sua compagna. La donna sta organizzando un’importante festa al vecchio amico ed amante Richard, ormai malato di AIDS. Per l’evento si presenta a casa di Clarissa un vecchio amore di Richard che all’improvviso le scatena una serie di pensieri. Tre epoche diverse, tre vite differenti, ma un’unica grande sofferenza…

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Magistrale il modo in cui ci viene proposta la storia, o forse sarebbe più corretto dire LE storie. La struttura è quella di una matriosca, infatti le tre donne hanno legami tra loro che inizialmente sembrano essere le semplici abitudini giornaliere, mentre poi si focalizzano su questo libro e molto oltre, come il loro effettivo orientamento sessuale. Mi ha stupito questo tema, più che altro non mi aspettavo fosse esteso a tutte le protagoniste e molti altri attori del cast.

Profondo, delicato, tormentato e toccante per le sue vicende narrate poco a poco, con la stessa lentezza con cui cadono e si poggiano uno sull’altro i fiocchi di neve l’inverno (metafora usata da Laura nel film). I monologhi così amari e commoventi hanno la capacità di penetrare l’animo dello spettatore che pende curioso e preoccupato dai gesti e le parole di queste donne. “The hours” è riuscito ad avvolgermi in un’atmosfera intima dove ciò che conta davvero è sfogliare attentamente la propria anima; si ha la sensazione di vivere come le protagoniste, non trovando una via d’uscita ad una vita che nessun altro vede murata, oltre a noi stessi.

A ricamare silenzi, estraniamenti, pensieri, atti e tentennamenti sono le rassicuranti e per nulla noiose melodie suonate prevalentemente al pianoforte. Queste riescono a trasmettere un senso di patimento d’animo e di muto dolore che difficilmente giunge così dritto al cuore, o quanto meno al mio. Sublimi i soundtracks quindi, non una nota fuori posto… ancora una volta uno straordinario lavoro da parte di Philip Glass. La voce di una delle protagoniste ad inizio e fine film racconta le conclusioni amaramente consapevoli di chi non ha trovato altra soluzione alle proprie pene, se non quella che ci viene mostrata.

Mi è piaciuto moltissimo come siano state riprodotte fedelmente le tre differenti epoche in cui si snoda la storia. Struttura delle case, arredamento, accessori di ogni genere, abbigliamento, acconciature, abitudini e dialettica sono tutti aspetti magnificamente curati e che accostate le une alle altre si danno risalto tra loro. La fotografia curata da Seamus McGarvey (“The Avengers”) è semplicemente stupenda e concorre anch’essa a trasmettere questo perenne tormento allo spettatore.

Da non sottovalutare i problemi di queste donne, non è argomento banale la depressione e tanto meno chi ne soffre. Non mi resta che augurarvi una buona visione e… lasciate che il film vi scorra dentro. 🙂

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2 risposte a “The hours (2002)

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