Sin City e Una donna per cui uccidere (2005, 2014)

Buongiorno cari followers! E’ un piacere essere nuovamente qui per disquisire di film con voi 🙂 Qualche giorno fa mi sono recata al cinema per il primissimo spettacolo visto che è uscito questo film che aspettavo con tanta curiosità! Scusate se ci ho messo tanto!!!!! Premetto che il film in questione è il secondo capitolo di Sin City, ma visto che non avevo ancora fatto la recensione del primo film (risalente al vecchio 2005) ho pensato di parlarvi di entrambi, specie per coloro che non hanno goduto della visione del primo. Entrambi diretti da Frank Miller che ne scrisse la graphic novel (prettamente famoso per la sua carriera fumettistica) e da Robert Rodríguez (che in passato lavorò anche con Quentin Tarantino, per esempio “Dal tramonto all’alba”). Ambedue i film sono in bianco e nero, con alcuni lampi di colore vivo per risaltare dettagli emotivamente o visivamente importanti. Nonostante un’unico post, prendiamoli come film distinti che è meglio. Non voglio anticipare niente circa le mie considerazioni, quindi procediamo come di consueto e… spero di riuscire a togliervi un po’ di curiosità 😉

Due premesse:

ATTENZIONE ai file che circolano sul web, le storie sono divise in capitoli NON ANNUNCIATI che originariamente sono mischiate tra loro. Se trovaste le trame che iniziano e si concludono in maniera troppo lineare cambiate immediatamente la vostra fonte. Non vorrei mai vi rovinaste il piacere della visione di questi film.

ATTENZIONE alla violenza, è anche ricco di linguaggio scurrile, scene comunque forti e contornate da nudità. Decisamente non è un film consigliato ai bambini.

SIN CITY (2005)

Il cast è di tutto rispetto, abbiamo Bruce Willis nel ruolo del tenace, ma malato poliziotto, Clive Owen nei panni di un uomo galante e vendicativo, mentre Mickey Rourke interpreta un armadio d’uomo assetato di vendetta, con la passione per imprimere dolore a chi lo merita. Un cattivo davvero d’effetto è interpretato da Benicio del Toro, mentre un altro è impassibile e monumentale nella sua figura è Michael Clarke Duncan (“Il miglio verde”, “The Island”). Troviamo anche Josh Hartnett (più conosciuto da “Pearl Harbour”) con una piccola parte, ma comunque apprezzata. Passiamo ora alle attrici, in primis abbiamo l’affascinante e fresca Jessica Alba, Rosario Dawson nel ruolo di una donna forte e spietata, Carla Gugino interpreta la sexy Lucille, Brittany Murphy nel ruolo di una ragazza seducente seppur fragile e Alexis Bledel (“Una mamma per amica”) nel ruolo di giovane ingenua prostituta.

TRAMA

Sin City è una città nera sommersa nella delinquenza, la corruzione, le menzogne, i soldi sporchi e la violenza. Ad abitarla sono personaggi cupi tanto quanto lei, disposti a versare un po’ di sangue per una giusta causa. Tutti diversi, ognuno con la propria storia, propri nemici, demoni, amori e pensieri. Dicono che a Sin City se imbocchi il vicolo giusto puoi trovare di tutto, chissà loro cosa troveranno…

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Le trame delle sei storie sono intriganti e ricche di dettagli; spesso si intrecciano tra loro dandoci anche una prospettiva diversa della medesima scena. Si passa da una all’altra in maniera molto fluida senza però rimanerne disorientati. Ogni personaggio ha i suoi perché e tutti vogliono concorrere allo scontro non solo per sopravvivenza, ma anche per giustizia o avidità. Fantastiche le interpretazione di quasi ogni personaggio, sebbene il mio preferito rimanga Marv, quindi complimenti a Mickey Rourke.

La prima cosa che salta all’occhio è l’ambientazione, ci rendiamo immediatamente conto che le sceneggiature non sono le solite a cui siamo abituati ed infatti ciò che stiamo guardando è una quasi totale riproduzione digitale. Quindi le ambientazioni sono state create con grafica computerizzata mentre le riprese che ritraggono i personaggi sono girate con specifiche cineprese che salvano le scene su supporti digitali, anziché sulla classica pellicola. Con particolari tecniche il tutto viene fuso insieme restituendoci questo magnifico effetto di surrealismo, anche perché vi dicevo il film è quasi tutto in bianco e nero.

Fin dai primi minuti possiamo farci immediatamente un’idea di che genere di film ci aspetta; trovo l’introduzione davvero d’effetto nella sua semplicità. Adoro alla follia le voci narranti dei personaggi principali, alcune piuttosto profonde. I pensieri di cui siamo resi partecipi sono così spontanei e allo stesso tempo sono ricercati; accompagnano quasi tutta la storia arricchendola di un valore che ho trovato impagabile. Ovviamente non tutto ciò che viene descritto ha il medesimo peso, ma comunque molte delle riflessioni fatte mi sono piaciute non poco.

I soundtracks di questo film sono qualcosa di spaziale, già partendo della musica introduttiva che accompagna il titolo ci viene trasmesso un forte senso di dark, di pericolo eccitante, qualcosa che varrà la pena guardare. Allo stesso modo abbiamo musiche incalzanti per gli inseguimenti, di tensione o riflessione nei momenti in cui i personaggi si sento persi o arresi, sound sensuali al mostrarsi di una donna eccitante. Tutto calza a meraviglia avvolgendoci in un mondo parallelo dove anche noi vorremmo fare la nostra parte.

Parliamo di una caratteristica di questo film che però da molti non è apprezzata: la violenza. Sin City secondo me non avrebbe questo impatto così forte con una dose molto ridotta di aggressività. Nel suo insieme a mio avviso è molto bello così, vuole essere incisivo in tutto e per tutto perciò trovo motivate quasi tutte le scene brutali che spaziano dalla violenza fisica, al maltrattamento delle donne, alla pedofilia, alla tortura, l’omicidio ed il cannibalismo (reso più soft degli altri comunque).

In conclusione molti vedranno Sin City come uno stupendo film d’azione, ma io (come credo tanti altri spettatori) l’ho vissuto come uno spaccato dei lati più oscuri della nostra società, facendo per l’appunto notare che nella città del peccato i buoni non vincono quasi mai.

SIN CITY – UNA DONNA PER CUI UCCIDERE – (2014)

Il cast è un po’ cambiato, ma niente paura! Abbiamo mantenuto Bruce Willis, Jessica Alba, Mickey Rourke, Rosario Dawson e Powers Boothe nei loro ruoli, mentre abbiamo guadagnato Eva Green (“The dreamers”, “Casinò Royale”) come femme fatale della storia, Joseph Gordon Levitt (“Looper”, “Inception”), Christopher Meloni (“L’esercito delle 12 scimmie”, “L’uomo d’acciaio”) e Ray Liotta (protagonista del film di cui vi avevo già parlato “Quei bravi ragazzi”). Hanno invece cambiato attore: Manute ora interpretato da Dennis Haysbert, Dwight la cui parte è recitata da Josh Brolin (“Men in Black 3”) e la cara “dolce” Miho ora l’affascinante Jamie Chung (“Patto di sangue”).

TRAMA

La città del peccato sembra non aver ancora trovato pace, così come i nostri eroi. Le cose sono cambiate, ma non nel verso giusto. Ci sono faccende in sospeso, novità inattese e spettri che tornano dal passato; tutto questo in un costante clima di incertezza tra verità e menzogna, realtà e finzione, domande e risposte, vita e morte. Si dice che a Sin City se imbocchi il vicolo giusto puoi trovare quello che vuoi, chissà cosa cercano loro…

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Le trame in questo film sono 4 e nonostante siano belle, sono meno fitte (infatti il film ha anche durata inferiore al primo), hanno meno intrecci e quindi le storie sono un po’ più lineari. Lo stile è mantenuto quasi in perfetto stato rispetto al precedente, così come il forte gioco di colori a contrasto. Le interpretazioni sono anche in questo film davvero notevoli, ho apprezzato maggiormente Powers Allen Boothe e ho rivalutato Eva Green per il suo ruolo.

Non male i disegni d’introduzione per presentare i personaggi di rilievo, così come nel precedente. L’inizio accattivante del film è stato mantenuto molto bene; fa ben sperare per il proseguo. Colgo l’occasione per dirvi che il 3D di questo film è godibilissimo, sono stata contenta di aver pagato la differenza.

Ho continuato ad amare i dialoghi, sempre curati, riflessivi, struggenti a volte… sono sentiti, come fossero veritieri. Ho apprezzato molto le ambientazioni, quasi sempre interamente in digitale, ed i soundtracks che rimangono  coinvolgenti e graffianti; mi hanno emozionata per tutto il film proprio come per il capitolo precedente. Ad molte parti del film secondo me hanno dato valore aggiunto alcuni particolari cambi di scena, in momenti autoconclusivi o “topici” catturando maggiore attenzione nello spettatore.

Parliamo dell’argomento sempre molto scottante: la violenza. Sin City 2 l’ho trovato molto meno violento del primo, meno esempi di brutalità e meno spargimento di sangue, ma nonostante questo il film non ha perso così tanto. In compenso ( alcune sicuramente apprezzeranno 😛 ) è stato dato più spazio al nudo, dedicato prettamente al personaggio di Eva Green che in più occasioni da sfoggio della sua invidiabile silhouette e delle sue generose curve, senza veli.

Personalmente penso che “Sin City – Una donna per cui uccidere” offra sensazioni senza sentimento e peccato senza sensi di colpa, ma questa volta purtroppo… poco stupore. In conclusione un film da vedere, che farà ovviamente sentire delle carenze rispetto al precedente, ma che comunque riesce a tenere bene il colpo data la cura con cui è stato realizzato, anche rispetto al netto calo che di solito caratterizza gran parte dei sequel.

Per chi li ha già visti: vi siete accorti nel primo capitolo di chi interpreta il ruolo del cannibale? 🙂 E nel secondo vi siete resi conto di quale star compare per qualche secondo? Spero di non aver dimenticato nulla… Signori per ora è tutto 🙂 Vi auguro guardarli entrambi e spero torniate per una ricca conversazione in merito 🙂 Buona visione e buona giornata a tutti voi!!! 😉

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7 risposte a “Sin City e Una donna per cui uccidere (2005, 2014)

  1. Uuuuuuhhh una doppia recensione 😀

    Il primo film ho potuto vederlo solo in DVD a noleggio e non al cinema e non mi ha entusiasmato, anzi alcune scene di violenza mi hanno fatto quasi star male.

    Il secondo non l’ho visto ed ero intenzionato a non vederlo, visti i precedenti del primo capitolo, ma ora mi hai messo curiosità ^^

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