Il patto dei lupi (2001)

Ho pensato che fosse arrivato il momento di un bel film thriller – azione  🙂 Ho pensato a questo film perché pur essendo di questo genere, non si può dire che sia un classico. A mio avviso è un eccellente film francese, dalla trama particolare, intrigante e con una buonissima ambientazione. Tra l’altro si ispira a fatti realmente accaduti che hanno avvolto il Gévaudan nel ‘700, una località nell’entroterra del sud della Francia. Non penso sia casuale il suo alto incasso ai botteghini! 🙂

TRAMA

Ambientata alla fine del ‘700, la storia narra del cavaliere De Fronsac, incaricato dallo stesso re di Francia, ed il suo  accompagnatore straniero Mani, che insieme devono far luce sulle frequenti e violente uccisioni causate da una misteriosa bestia. Arrivano dopo più di un anno di omicidi nella regione ed il cavaliere cerca di capire con cosa ha a che fare e nel frattempo stringe amicizia con il marchese Thomas, narratore della vicenda, che li accompagna nella missione. Il film ritrae anche uno spaccato della nobiltà francese e della componente religiosa del periodo.

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Ho apprezzato moltissimo l’interpretazione di Monica Bellucci e altrettanto quella di Vincent Cassel, al tempo sposati. Assolutamente non da meno, l’interpretazione del protagonista Samuel Le Bihan, di cui guarderò certamente altri film.

Le inquadrature e la fotografia sono curatissime per dare maggiore enfasi alle ambientazioni, lo scambio di sguardi e le scene di lotta. Queste ultime tra l’altro sono assolutamente avvincenti e varie nel loro genere, ricordando in alcuni momenti le scene di combattimento tipiche dei film di arti marziali, non mancando mai di realismo. Viene fatto un ampio uso della tecnica dello slow-motion (scene a rallentatore) che trasmette maggiore suspense allo spettatore. Sebbene possa sembrare una banalità, penso che il film non avrebbe la stessa resa senza l’uso di questa tecnica.

Mi sono piaciuti moltissimo i costumi, curati nel dettaglio, anche per la differente collocazione in caste dei personaggi ed i mestieri interpretati. Ad esempio in una scena del film viene sottolineato che gli abiti ed il profumo indossati da una donna non potevano passare inosservati, facendo intendere il mestiere non troppo ben visto della dama.

In questo film emerge l’avversione che la Chiesa aveva nei riguardi delle culture che non abbracciavano il suo credo. Inoltre per ogni manifestazione della bestia viene fatto un esplicito riferimento al volere di Dio, ciò comporta negli abitanti del paese un senso di paura di essere puniti per i loro peccati. In molte scene si ritrova l’impronta del nascente movimento illuminista che guida alcuni personaggi nei loro discorsi ed azioni.

Assolutamente un film da non sottovalutare e da non perdere 🙂 Lo consiglio caldamente a tutti gli amanti di film d’azione, senza mancare di una signora trama che tiene incollati allo schermo fino alla fine… a tutto verrà dato una spiegazione 😉

Buona visione a tutti 🙂

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4 risposte a “Il patto dei lupi (2001)

  1. Interessante la considerazione sullo slow-motion, al momento della visione non ci avevo fatto caso, ma hai ragione. Molte volte in un film l’uso di una certa tecnica trasforma veramente il risultato. Una cosa che mi colpisce, in questi e altri film d’azione, è come in realtà si sia evoluta la rappresentazione dei combattimenti con le armi bianche: è diventata una commistione di stili diversi, assolutamente incongruente dal punto di vista epocale e di localizzazione geografica/culturale. Anche qui si vedono chiaramente influenze orientali impossibili per il tempo. Sono impallinato pure in questo… però per me fa un bel contrasto, rispetto alla più accurata ricostruzione di costumi e ambienti. Sono le contraddizioni del cinema, la filologia che si scontra con l’impatto verso il pubblico. Mi scuso di nuovo per l’invadenza. Buona notte e buoni sogni.

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    • Sì, è proprio vero… sembra un miscuglio scelto quasi a caso, o a seconda della moda che sta prendendo piede nel periodo in cui si vuol far uscire il film.
      Nessuna invadenza, anzi, è un piacere trovare qualcuno che fa caso a queste inspiegabili scelte come capita a me. Nonostante l’incongruenza, come dicevi tu crea un bel contrasto!

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